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L'INTERNO DELLA TERRA
Cinque
miliardi di anni fa la terra si formò a partire da una agglomerazione e dal
bombardamento di meteroiti e comete. L'immensa quantita' di
energia rilasciata sotto forma di calore a causa del "bombardamento" sciolse
l'intero pianeta che e' tuttora in fase di raffreddamento. I materiali piu'
densi delle meteoriti, come il ferro(Fe), si concentrarono nel nucleo della
terra mentre, al contrario, i composti piu' leggeri, quali i silicati (Si),
i composti di Ossigeno e l'acqua delle comete si stabilizzarono presso la
superficie.

Semplificando la reale complessita' della struttura interna della Terra,
possiamo pensarla suddivisa essenzialmente in 4 gusci concentrici, partendo
dal centro della Terra troviamo: il nucleo interno, il nucleo esterno, il
mantello e la crosta (nella figura il limite nucleo esterno – nucleo interno
e' posto a 5200 km di profondita' , altri testi indicano il limite a 4980
km, il raggio medio terrestre misura 6378 km). Il nucleo e' composto
principalmente da ferro e si trova in condizioni di pressione e temperature
tali da poter essere considerato "liquido", con una percentuale di circa il
10% di solfuri (S). Le condizioni di pressione raggiungono invece nel nucleo
interno valori tali da renderlo "solido". La maggior parte della massa della
Terra e' costituita dal mantello, che e' essenzialmente composto da Ferro
(Fe), magnesio (Mg), alluminio (Al), silice (Si) e composti di silicati di
ossigeno (O). Oltre i 1000 gradi centigradi il mantello risulta solido ma
puo' deformarsi in modo plastico. La crosta e' molto piu' sottile degli
altri "gusci" (o strati) ed e' composta da materiali meno densi e
principalmente da calcio (Ca), e minerali allumo-silicati di sodio (Na).
Essendo relativamente fredda essa risulta fragile e puo' quindi fratturarsi
dando luogo ai terremoti.
I
terremoti comunque avvengono anche a profondita' superiori rispetto a quelle
crostali, ad esempio nelle zone di subduzione (per maggiori dettagli si veda
la sezione dedicata alla Tettonica a Zolle ed alle Onde Sismiche).
Esploriamo
il nucleo della Terra
Come e'
stato scoperto il nucleo terrestre? Le registrazioni delle onde sismiche
generate dai terremoti hanno dato i primi indizi. le onde sismiche piegano e
si rifraggono alle interfacce dei diversi materiali, come ad esempio un
raggio di luce che attraversa un prisma.
Inoltre i
due tipi principali di onde, che abbiamo visto nel capitolo dedicato alle
Onde Sismiche, hanno comportamenti differenziati a seconda del materiale
attraversato. Infatti le onde P viaggiano e si propagano sia attraverso
materiali solidi che fluidi, Le onde S (che sono onde caratterizzate da un
movimento di taglio) non viaggiano nei fluidi come acqua o aria che non
possono supportare il movimento "side-to-side" delle particelle,
caratteristico delle onde S.

I
sismologi notarono che le registrazioni di un terremoto, effettuate in tutti
i luoghi intorno alla superficie della terra, cambiavano radicalmente da una
certa distanza in poi, in particolare a circa 103 gradi di distanza (in
sismologia usa esprimere le distanze in termini angolari come angolo tra
ricevitore, centro della terra e sorgente del terremoto, 1 grado equivale a
circa 111 km). Dopo 103 gradi l' ampiezza delle onde P descresce in maniera
molto netta e le prime registrazioni di onde P dirette ricompaiono a
distanze superiori ai 144 gradi. L' area tra 103 e 144 gradi rappresenta un
zona d' ombra ( shadow zone ) per l' arrivo di onde P dirette. Non si
hanno pero' arrivi ancora di onde S. Perche' vi sia una zona d' ombra deve
esistere un gradiente di velocita' negativo (cioe' la velocita' deve
diminuire all' aumentare della profondita' , i raggi alla discontinuita'
mantello-nucleo "curvano" verso il basso allontanandosi dalla verticale, si
pensi alla legge di Snell ed alle leggi che, ad es., governano l' ottica) e
questo avviene nel passaggio mantello – nucleo esterno. Inoltre, la
scomparsa delle S giustifica il fatto che il nucleo esterno sia fluido. In
base a questa osservazioni, la terra deve dunque avere un nucleo esterno
fluido.

Possiamo
fare una rozza stima della dimensione del nucleo terrestre semplicemente
assumendo che l' ultima fase S, prima della zona d' ombra che parte a 103
gradi, viaggi in linea retta . Sapendo che il raggio della terra e' circa
6350 km abbiamo un triangolo rettangolo ove il coseno della meta' di 103
gradi (in figura e' riportato 105 gradi, piu' precisamente la zona d' ombra
parte da 103 gradi) e' uguale al raggio del nucleo diviso per i l raggio
della terra (la stima che viene fuori e' approssimata al 10 % rispetto al
valore di circa 3470 km che e' la dimensione del nucleo).
Una
informazione indipendente sul fatto che il nucleo esterno sia fuso e liquido
ci viene dal fatto che la terra ha un campo magnetico . Una bussola
si allinea con il campo magnetico in qualunque punto della terra, ma ad
esempio Marte e Luna non hanno campo magnetico. La terra non puo' essere
pero' considerata come un grande magnete permanente perche' i minerali perdo
no il loro magnetismo a temperature superiori a 500 gradi C (temperature che
abbiamo gia' a poche decine di km di profondita' all' interno della terra).
Il solo modo per avere un campo magnetico e' con circolazione di una
corrente elettrica. La circolazione e la convezione di ferro fuso ed
elettricamente conduttivo nel nucleo esterno produce il campo magnetico.
Inoltre tale convezione deve essere relativamente rapida (molto piu' rapida
di quanto potrebbe esserla nel mantello plastico) e l' unico luogo dove si
ha tale condizione e' il nucleo esterno fluido.
Il campo
magnetico deriva da movimenti instabili di fluidi nel nucleo cambia
direzione ad intervalli irregolari. Nella recente storia geologica del
pianeta ci sono state inversioni del campo magnetico ogni circa 20.000 anni.
Qualsiasi tipo di "strato" geologico (ad es., flussi di lava,
stratificazioni di argille) fissa e porta in se' le direzioni del campo
magnetico al momento della deposizione. I geofisici possono misurare i
cambiamenti di tali direzioni ed ottenere una magnetostratigrafia del
deposito.
Nelle
dorsali oceaniche ogni settore del fondale e' stato creato in tempi
differenti e registra la direzione del campo al tempo della sua deposizione.
Via via che ci si allontana dal centro della dorsale troviamo settori piu'
antichi e possiamo osservare tutte le volte che si e' verificata un'
inversione del campo magnetico, come se stessimo analizzando una
registrazione su un nastro magnetico.
Questa
mappa della Zolla Pacifica in differenti epoche geologiche e' stata ottenuta
dalla registrazione del campo magnetico.
Esplorando
il Mantello Terrestre
La
convezione ed il rilascio di calore dal nucleo terrestre guidano ulteriori
moti convettivi nel mantello. La convezione nel mantello e' il motore del
movimento delle placche, dell' apertura dei fondali e del moto dei
continenti. Utilizzando le fasi sismiche relative ai terremoti e' possibile
effettuare delle ricostruzioni tomografiche dell' interno della terra, in
modo simile a quanto avviene nella tomografia medica (ma con difficolta'
maggiori in quanto non conosciamo, ad esempio, a priori la posizione dell'
emettitore, cioe' la localizzazione precisa dell' ipocentro del terremoto).

La parte
di mantello al di sotto della crosta, circa 50 - 100 km al di sotto, e'
sensibilmente soffice e plastica, e viene chiamata astenosfera. Il mantello
soprastante e la crosta sono freddi abbastanza per essere considerati
elastici e sono detti litosfera.
Un carico
pesante sulla crosta, come una calotta polare, grandi laghi glaciali o
catene di montagne, possono flettere la litosfera finanche ai livelli
astenosferici ove il materiale puo' fluire lateralmente. Quando per una
qualsiasi causa il peso diminuira' (erosione, fine della glaciazione, etc.)
la litosfera tendera' a riprendere la forma originale, il processo puo'
durare anche migliaia di anni. Il nome di tale precesso, qui molto
sommariamente descritto è: equilibrio isostatico.
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