Analisi
e classificazione delle terre
Con il
termine terra si indica un materiale formato da aggregati di granuli non
legati tra loro o che possono essere separati per mezzo di modeste
sollecitazioni o per mezzo di un più o meno prolungato contatto con l’acqua.
Con il termine roccia si indica un materiale naturale che, in campioni al di
fuori della loro sede, è dotato di elevata coesione anche dopo prolungato
contatto con l’acqua. E’ però necessario fare anche riferimento al termine
ammasso roccioso che si riferisce alla roccia in sede, considerata assieme
alle discontinuità strutturali proprie delle condizioni naturali.
Vi sono
poi materiali di transizione aventi caratteristiche intermedie tra quelle
delle terre e quelle delle rocce, quali le argille marnose, le argille
varicolori, i tufi, ecc.
Le terre
derivano da un insieme di fenomeni e processi che coinvolgono la crosta
terrestre. La litosfera, l’idrosfera e l’atmosfera interagiscono tra loro
attraverso processi endogeni ed esogeni.
Nei
processi endogeni comprendiamo l’intrusione di magmi, le trasformazioni e le
fusioni di minerali e rocce in condizioni di alta temperatura e pressione ed
i fenomeni tettonici.
Nei
processi esogeni comprendiamo i movimenti dei fluidi, il passaggio da uno
stato fisico ad un altro, le trasformazioni chimiche, la gravità ecc. questi
processi fisici e chimici danno luogo all’alterazione della roccia con
separazioni di porzioni di dimensioni diverse e al trasporto e deposizione
in altro luogo.
Generalmente quando ad esempio per un terreno si parla di sabbia ci si
riferisce abbastanza spesso ad un materiale che può contenere anche piccole
quantità di ghiaia, limo e argilla. La distribuzione percentuale dei grani
di un campione di terreno secondo le dimensioni, rappresentata con una
curva, costituisce la granulometria.
La
granulometria è determinata con l’analisi meccanica a mezzo di vagli e
setacci con maglie unificate per il materiale a grana grossa e con il metodo
del densimetro per il materiale a grana fine.
La
percentuale, p%, di materiale più fine di una certa dimensione è riportata
in ordinata in scala naturale, mentre il corrispondente diametro dei granuli
D in millimetri, è riportato in ascisse in scala logaritmica.
L’andamento di una curva granulometrica è importante specialmente per le
terre granulari e può essere espresso dal coefficiente di uniformità:
C = D60
/ D10
L’uniformità è massima per C=1; si parla di materiale uniforme fino a C=2,
di materiale poco graduato fino a C=6; per valori superiori di materiale ben
graduato e per C>15 di materiale decisamente ben graduato.
Il volume
del solido è indicato con Vs quello dell’acqua con Vw
quello dei gas con Vg. Poiché le relazioni tra Vw e Vg
cambiano al variare delle condizioni dell’acqua nel terreno così come
al variare dei carichi, è conveniente indicare tutto il volume non occupato
dalle particelle solide o volume dei vuoti con Vv.
Il peso
dell’acqua è indicato con la sigla Pw quello delle particelle
solide con Ps e il peso totale con P.
Se allora
il volume totale viene indicato con V, la porosità è definita da:
n = Vv
/ V
ed è
espressa frequentemente in percentuale. Più spesso si fa riferimento all’indice
dei vuoti:
e = Vv
/ Vs
rapporto
nel quale al denominatore figura il volume del solido che è sempre una
costante.
Una delle
priorità più importanti soprattutto per le terre a grana fine, è il
contenuto naturale di acqua w definito da:
w = Pw
/ Ps
in cui Pw
è il peso dell’acqua e Ps il peso del materiale solido
essiccato a 105°C. i terreni sotto la falda freatica, ed alcuni terreni fini
sopra la falda freatica, sono allo stato saturo mentre la maggior parte dei
terreni sopra la falda freatica ha i vuoti riempiti parte di aria e parte di
acqua. Anche alcuni terreni sommersi possono avere piccole quantità di aria
o gas.
Il
grado di saturazione è definito da:
Sr%
= Vw / Vv
Pertanto
il terreno può trovarsi sia nella situazione trifase che in quella bifase
con i vuoti riempiti solo da acqua (terreno saturo) o solo da aria (terreno
asciutto).
Il peso
dell’unità di volume γ è una dette più importanti proprietà
fisiche di un terreno ed è definito da:
γ = P / V
dove P è
il peso totale e V è il volume totale. Se il terreno è saturo il peso
unitario viene indicato con γsat ; se è asciutto
con γd dato da:
γd
= Ps / V
Il peso
unitario dell’acqua
è indicato con:
γw
= Pw / Vw
e il
peso unitario del terreno immerso con:
γ’ = γsat
– γw
Si ha poi
il peso specifico dei grani:
Gs
= γs / γw
Tra la
porosità n e l’indice dei vuoti e si hanno le seguenti relazioni:
n = e / 1
+ e e = n / 1 – n
il
grado di saturazione è dato da:
Sr = Gs w / e
Nella
situazione di terreno saturo (Sr = 100%) si ha:
e = w Gs
nella
situazione di terreno asciutto (Sr = 0) si ha:
γd
= (γs / 1 + e) γw
All’aumentare della densità aumentano i punti di contatto tra le particelle
e il grado di mutuo incastro e quindi aumenta la resistenza al taglio e
diminuisce la compressibilità. La presenza di acqua nei vuoti del terreno
influenza più i terreni a grana fine come argille e limi. Ne consegue che è
importante conoscere la quantità d’acqua presente in un terreno e
confrontare questo contenuto con alcuni valori importanti del contenuto
d’acqua, valori che in un certo modo costituiscono i limiti del
comportamento del terreno.
I
limiti di Atterberg sono dei contenuti d’acqua determinati in
laboratorio con procedure standardizzate che rappresentano abbastanza bene
dei passaggi critici di comportamento del terreno.
Se si fa
variare in aumento con continuità il contenuto d’acqua w, si vede che lo
stato del terreno argilloso passa da quello di solido fragile a quello di
semisolido, quindi a quello plastico e infine a quello fluido. A queste
variazioni continue di stato possiamo abbinare una risposta della variazione
deformazionale del terreno.
Il
contenuto d’acqua che separa il passaggio dal solido fragile al semisolido è
detto limite di ritiro wS , quello dal semisolido
al plastico limite di plasticità wP e quello
dallo stato plastico allo stato fluido limite di liquidità wL
; la differenza fra il limite di liquidità e il limite di
plasticità è detto indice di plasticità IP = wL
- wP e indica il campo di contenuto
d’acqua nel quale il terreno è allo stato plastico.
Il
limite di liquidità si determina a mezzo dell’apparecchio di
Casagrande ed è il contenuto d’acqua per il quale il solco tracciato
con apposita spatola sulla terra posta in un cucchiaio si richiude dopo 25
cadute.
Il
limite di plasticità viene determinato formando per rotolamento dei
cilindri che raggiungono un diametro di circa 3mm ed è il contenuto d’acqua
corrispondente al formarsi delle prime screpolature.
Il
limite di ritiro viene determinato per progressivo essiccamento di
un provino, misurando via via il volume e l’umidità , e il contenuto d’acqua
per cui non si ha ulteriore riduzione di volume e proseguendo
l’evaporazione, l’aria entra nei vuoti del terreno.
Questi
limiti di Atterberg costituiscono una prova importante perché presentano una
notevole fedeltà nei risultati; vengono determinati sulla frazione passante
al setaccio 40 (0,42mm).
I valori
dei limiti di Atterberg dipendono innanzitutto dal tipo di argille; si ha
infatti una corrispondenza tra la composizione mineralogica e i limiti di
Atterberg come si vede dalla tabella:
|
|
wL
(%) |
wP
(%) |
wS
(%) |
|
Montmorillonite |
300 – 700 |
50 – 100 |
200 – 650 |
|
Illite |
95 – 120 |
45 – 60 |
50 – 65 |
|
Caolinite |
40 – 60 |
25 – 40 |
10 – 25 |
I limiti
di Atterberg dipendono dalla percentuale di argilla che granulometricamente
corrisponde alla percentuale di materiale inferiore ai 2 μm.
Da questo
punto di vista si fa riferimento al coefficiente di attività:
A = IP
/ % < 2 μm
in base al
quale le terre possono essere così divise:
terre
inattive A < 0,75
terre
mediamente attive 0,75 < A < 1,25
terre
attive A > 1,25
La
consistenza del terreno è misurata dall’indice di consistenza:
Ic
= wL – w / IP
o dall’indice
di liquidità:
IL
= ( w – wP / IP ) = 1 – Ic
Un sistema
di classificazione rappresenta un linguaggio di comunicazione tra tecnici e
costituisce un metodo sistematico per suddividere il terreno in gruppi e
sottogruppi in accordo con il suo probabile comportamento. Le proprietà da
usare per la classificazione devono essere indipendenti dalle condizioni di
sollecitazione e da quelle ambientali; ricadono fra queste proprietà la
granulometria, principalmente per le terre a grana grossa, e i limiti di
Atterberg principalmente per le terre a grana fine.
Attualmente vi sono due sistemi di classificazione usati su
scala mondiale nell’ingegneria civile; si tratta principalmente del sistema
di classificazione
USCS
riportato in Italia nelle raccomandazioni AGI e del sistema
AASHTO.
Il sistema
USCS è stato sviluppato da Casagrande. In questo sistema le terre a
grana grossa sono classificate sulla base della granulometria, mentre quelle
a grana fine sulla base delle caratteristiche di plasticità.
Le quattro
maggiori suddivisioni riguardano:
1) le
terre a grana grossa (ghiaie G e sabbie S);
2) le
terre a grana fine (limi M e argille C);
3) le
terre organiche (O);
4) la
torba e altre terre altamente organiche (Pt).
Quando la
percentuale di trattenuto al setaccio n. 200 ASTM (0,075 mm) è maggiore del
50% si hanno le terre a grana grossa. Nella classificazione la ghiaia come
dimensioni è compresa tra 75 mm e 4,75 mm (setaccio n. 4); la sabbia tra il
setaccio n. 4 (4,75 mm) e il setaccio n. 200 (0,075 mm); le sigle W e P
indicano rispettivamente una granulometria ben graduata e una poco graduata.
Si hanno terre a grana fine quando la percentuale di passante al vaglio n.
200 (0,075 mm) è maggiore del 50%. Si hanno limi (m) quando nel diagramma di
plasticità di Casagrande il punto rappresentativo ricade sotto la retta A e
argille (C) quando ricade sopra.
La linea A
dividi i limi dalle argille e i materiali organici (torbe) dagli inorganici;
fanno eccezione le argille e i limi organici che cadono sotto la linea A.
Si hanno
terre organiche (O) quando il rapporto tra il limite di liquidità eseguito
sul terreno essiccato in forno e il limite di liquidità sul terreno naturale
è minore di 0,75.
Con il
limite di liquidità inferiore a 50 si ha la lettera L, superiore la lettera
H. la linea U nel diagramma di plasticità costituisce il limite superiore
del limite di liquidità e dell’indice di plasticità; vicino a questa linea
ricadono argille attive come la bentonite.
L’altro
sistema di classificazione è quello AASHTO ideato nel 1942.
