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Petrografia del Metamorfico - Capitolo 2
 
PETROGRAFIA DEL METAMORFICO - Capitolo 2

 

CAPITOLO 2 

Quando ci sono delle variazioni su piccola scala le variazioni sono imputabili al protolite. Quando parliamo di composizione mineralogica parliamo di tutti i minerali presenti nel campione. Quando parliamo di associazioni o paragenesi intendiamo quei minerali che si sono formati o trasformati contemporaneamente. Gli strumenti per distinguere una paragenesi da una composizione sono tanti. Tramite la legge di Gibbs è possibile stabilire quante fasi mineralogiche sono presenti. La varianza è influenzata dai componenti e dalle fasi. In un sistema metamorfico a variare della temperatura e della pressione il sistema rimane in equilibrio e quindi la varianza è uguale a 2e per questo C≈F.

In una roccia silicatica, ad esempio, ci sono circa 8 componenti da questi bisogna togliere quelli accessori e i minerali vicarianti, poi ci sono elementi in eccesso (SiO2, H2O), per questo togliendo vari minerali si arriva a un massimo di tre componenti indispensabili. Utilizzando i diagrammi ternari o quaternari è possibile rappresentare questi tre elementi:

Questo tipo di diagramma consente di rappresentare abbastanza completamente gli aspetti compositivi principali di rocce carbonatiche impure, di rocce basiche e di rocce pelitiche.

Polimetamorfismo: quando si trovano minerali con composizione fisiche diverse e quindi è possibile che durante il metamorfismo non si è raggiunto l’equilibrio oppure è un fenomeno avvenuto successivamente all’equilibrio.

Ogni roccia metamorfica avrebbe bisogno di essere definita per i seguenti caratteri:

a) composizione chimica globale e/o protolite di provenienza;

b) caratteri mineralogici metamorfici, che indichino il tipo e l’intensità del metamorfismo;

c) caratteri macrostrutturali visibili in campagna.

Orto-            prefisso che indica la natura magmatica del protolite.

Para-            prefisso che indica la natura sedimentaria del protolite.

Meta-           prefisso che, associato al nome di una roccia magmatica o sedimentaria, ne specifica l’avvenuta trasformazione in roccia metamorfica e il tratto che i caratteri originari del protolite sono ancora visibili.

Scisto-         roccia metamorfica caratterizzata da distinti anisotropie planari, dette piani di scistosità

Fels-            roccia del tutto priva di anisotropie strutturali.

Fillade-         roccia di composizione argillosa caratterizzata da grana fine o finissima, e spinta fissibilità in superfici subparalleli ad andamento piano, o ondulato, o pieghettato.

Micascisto-    scisto di composizione argillosa, caratterizzato da dimensioni delle miche tali che le singole lamelle si distinguono ad occhio nudo.

Gneiss-         roccia quarzosa feldspatica, quindi chiara, a grana media o grossa e a scistosità non marcata. Secondo alcuni autori, la struttura  gneissica presenta anisotropie planari discontinue o non ben definite. Non sempre è possibile distinguere un ortogneiss da un paragneiss.

Marmo-         roccia metamorfica di composizione carbonatica.

Quarzite-      roccia metamorfica composta principalmente da quarzo.

Prasinite-      roccia metamorfica a grana minuta, di composizione basica, ricca di clorite, epiodoti, ed eventualmente anfiboli non alluminiferi.

Anfibolite-     roccia metamorfica di composizione basica, costituita da anfibolo alluminifero e plagioclasio.

Serpentinite- roccia metamorfica di composizione ultrabasica, composta prevalentemente da serpentino.

Eclogite-                roccia metamorfica di composizione basica, costituita da granato e pirosseno rombico.

Cornubianite- roccia metamorfica di contatto, di composizione silicatica.